Quale scuola vogliamo? Per una idea di scuola innovativa

La riflessione sulla scuola parte da una considerazione: ad oggi, nostro malgrado, tutti i tentativi intrapresi per dare nuovo impulso a favore della scuola e dei suoi insegnanti sono naufragati tristemente insieme alle proposte di miglioramento contenute nella Legge 107/2015. Una legge, quella della c.d “Buona Scuola” che si è tradotta per i contenuti e le modalità di realizzazione, in una raccolta di nuove disfunzioni del sistema scolastico e nell’appannamento di alcuni dei criteri fondanti del sistema della istruzione pubblica.

Per questa ragioni, il presente documento vuole essere un contributo ad una discussione, fondata sul contenuto effettivo della riforma piuttosto che su ragioni pregiudiziali di consenso o di dissenso alla proposta stessa.

Ora più che mai, il sistema scolastico nel suo complesso necessita di un reale cambiamento che non sia guidato solo da una logica di riduzione dei costi, ma che invece trovi origine e un nuovo punto di partenza nella ricerca scientifica mirata alla costruzione di un modello di qualità ed equità.

Gli attuali problemi legati al mondo della scuola derivano dal fatto che in essa si riscontra la totale mancanza di formazione, progettazione comune e di una riflessione ampia che possa realmente condurre a quella innovazione sociale tanto auspicata. Per migliorare non serve creare una scuola basata su premialità o tagli, occorre piuttosto costruire una scuola che tenga conto delle effettive esigenze di tutti (ascoltandole) e che risponda ai fondanti principi costituzionali.

E’ singolare ad esempio rendersi conto, pensando alle effettive esigenze, di quanto siano  più che mai attuali oggi, le parole di Don Milani a distanza di cinquant’anni dalla sua morte (il prossimo 26 giugno) che già aveva messo sotto accusa le contraddizioni della scuola pubblica: “Si tenga debitamente conto di quei giovani che a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali ed economiche hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità” e: “gli adulti siano in grado di aggiornare e sviluppare le loro competenze chiave in tutto il corso della vita”.

Occorre, a tal proposito dare sempre più attuazione alla legge 170 per fornire ai dirigenti scolastici e ai docenti gli strumenti adeguati per alunni con bisogni educativi speciali mettere in atto una azione reticolare per l’inclusione scolastica.

In questa direzione vanno le proposte contenute in questo documento che nascono dall’esigenza di  avviare un confronto serio per la modifica della Legge 107/2015 che allo stato attuale sta generando solo malessere ed evidente confusione. Occorre attivare ogni utile iniziativa tra Regione Basilicata e Miur, tramite l’Ufficio scolastico regionale, al fine di porre rimedio agli effetti che la Legge, con particolare riguardo gli aspetti legati all’organico dell’autonomia, all’assistenza ai disabili e all’alternanza scuola lavoro che potranno impattare in modo negativo e penalizzante sulla nostra regione dato che la stessa, per la quasi totalità del suo territorio, presenta le caratteristiche demografiche, territoriali, economiche e sociali tipiche delle aree interne con tutte le difficoltà che ne derivano. Problematiche che rischiano di non garantire il pieno godimento a tutti dei diritti allo studio, all’istruzione e all’assistenza, sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

  1. Nel merito, riteniamo, che l’obiettivo, più largamente condiviso e condivisibile, sia il DIRITTO ALLO STUDIO ed all’istruzione cosi come garantiti dall’art.14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nonché dall’art.34 della Costituzione italiana necessario, e che al fine di garantire il pieno godimento a tutti del diritto allo studio ed all’istruzione e combattere la dispersione scolastica, sia necessario mettere in campo ogni utile iniziativa per chiedere più posti per la Basilicata, sia per il potenziamento dell’offerta formativa che per il sostegno della stessa. Non ci è di grande aiuto una legge sul diritto alla studio risalente al lontanissimo 1978 non al passo con le nuove innovazioni.
  2. Siamo inoltre preoccupati per il fatto che la riforma della scuola scaturita dalla legge 107/2015 sia risultata alquanto confusionaria e dai numerosissimi ed evidenti aspetti negativi, che di fatto non assicura il buon andamento e l’imparzialità soprattutto in relazione al PERSONALE DOCENTE. Come è noto, infatti,  il Governo nazionale ha varato un nuovo piano di assunzioni nell’ambito degli Istituti scolastici, obbligando i neoassunti al vincolo di permanenza triennale nella provincia assegnata, (motivazione che ha fortemente condizionato la scelta e che a seguito della riforma le stesse modiche attualmente stanno creando ulteriori momenti di confusione) senza la possibilità di prevedere un’assegnazione provvisoria ad altra sede, vicina ai luoghi di residenza. Detto ciò, appare evidente e di conseguenza necessario tutelare il capitale umano rappresentato dai docenti lucani che, avendo maturato un’esperienza pluriennale su un territorio tutt’altro che agevole, ben conoscono la realtà scolastica locale e sono pertanto in grado di poter agire in maniera efficace su di essa.
  3. Ci preoccupa particolarmente la questione dell’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO relativamente alle criticità riscontrate in molti casi, al momento dell’attuazione obbligatoria dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che vanificano lo scopo di avvicinamento del mondo della scuola a quello del lavoro al fine di far acquisire agli studenti esperienze e competenze spendibili nel mercato del lavoro, quali ad esempio strutture non adeguate ad ospitare per differenti ragioni, problematiche legate al computo delle ore oppure la mancanza di “Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti che evidenzi chiaramente compiti e responsabilità. Si ritiene che tali criticità possano e debbano essere superate solo individuando forme di sostegno da parte del sistema pubblico al fine di agevolare l’incontro tra sistema scolastico e imprenditoriale per la realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro attraverso la creazione di un sistema regionale di collaborazione permanente ricerca-impresa che inneschi un circolo virtuoso in grado di stimolare i processi innovativi e rispondere alla domanda di innovazione delle imprese  e delle scuole stesse. Si pensi ad esempio a favorire e promuovere l’attivazione di percorsi di alternanza presso le Strutture sanitarie pubbliche e presso gli Enti sub regionali oppure all’attivazione di meccanismi di premialità nei bandi regionali a favore delle imprese del territorio, nonché delle imprese didattiche promosse direttamente dalle istituzioni scolastiche, disponibili a realizzare percorsi di alternanza scuola-lavoro, oltre a prevedere a favore delle stesse possibili forme di abbattimento di imposte regionali.
  4. Ci preoccupa la messa in SICUREZZA DELLE SCUOLE e dei lavoratori che viaggia a ritmi inaccettabili. La fotografia delle scuole lucane non è molto confortante. Pur essendo in crescita la percentuale di scuole che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica è ancora troppo bassa la media degli edifici scolastici costruiti secondo criteri antisismici. E’ necessario innalzare il livello di sicurezza attraverso la emanazione di nuovi bandi a sostegno di una scuola sicura.
  5. Una scuola non può essere INNOVATIVA se non utilizza strumenti innovativi. E’ indispensabile agire sul rinnovamento delle infrastrutture per l’istruzione  al fine di contribuire ad un vero e proprio potenziamento delle dotazioni tecnologiche delle classi, e creare spazi adeguati alle nuove metodologie didattiche. Appare evidente che tale innovazione è strettamente collegata alla formazione continua dei docenti che necessitano di acquisire nuove competenze in materia di ICT.
  6. Ultimo, ma non per importanza risulta essere oggi la mission legata alle attività di MONITORAGGIO del complesso sistema scolastico lucano. Occorre promuovere sin da subito un coordinamento tra Regione Basilicata e Ufficio Scolastico Regionale per implementare un osservatorio dei percorsi promossi e attivati nella nostra regione al fine di monitorare, individuare e condividere le buone prassi attivate dalle scuole, oltre a consentire di focalizzare l’attenzione sui bisogni formativi del tessuto produttivo lucano, utili per pianificare in modo mirato e produttivo gli interventi di alternanza scuola lavoro.