Rifessioni sul turismo nell’area Jonica della Basilicata

Metaponto_Lido Wikimedia Commons

 

(di Antonello De Santis – presidente Rete Turismo Italia Jonica)

In relazione alla parte Jonica della Basilicata definita “Costa del Metapontino” e del suo attrattore naturale che è la Città di Matera si può affermare senza ombra di dubbio che negli ultimi 15 anni si è investito molto sulla valorizzazione turistica del territorio, ottenendo risultati significativi sia sul piano quantitativo che, soprattutto, su quello qualitativo. Basti ricordare che la Città dei Sassi da vergogna dell’umanità è divenuta patrimonio dell’Umanità. A questo si aggiunge la realizzazione delle due portualità di Marinagri e degli Argonauti, con oltre 1500 posti barca, i numerosi Villaggi 4 stelle, omogenei negli standard, con una offerta complessiva di 10mila posti letto.

Il tutto reso possibile da un territorio ancora integro e vocato al turismo perché non compromesso da cementificazione urbana o industriale o infrastrutturale.

Tutto ciò, tuttavia, non è sufficiente a fornire quella visibilità atta a una destinazione turistica se il Metapontino non completa le infrastrutturazioni necessarie e si arricchisce di una nuova ricettività articolata anche nelle nuove forme richieste da un mercato sempre più evoluto e tantomeno se non vi sono organizzazioni di servizi che costituiscono il tessuto connettivo di un modello imprenditoriale territoriale.

Inoltre, data la dimensione ristretta della costa jonica di Basilicata, appena 42 km, si devono necessariamente attuare politiche di integrazione con aree limitrofe, di cui essa è baricentrica (parte jonica della Calabria e parte Jonica della Puglia), nonché parte interna della Basilicata che ha delle grandi potenzialità in termini di prodotti turistici (l’area del calanchi, la fascia bradanica medioevale, la valorizzazione di monte Coppola, le Dolomiti Lucane, la Val D’agri ecc.) che potrebbero dar vita ad altri mercati quali il turismo culturale, il turismo naturalistico, il turismo sportivo, il turismo enogastronomico ecc., la cui sommatoria al prodotto turismo mare, concorrerebbe in modo strategico a dare visibilità a tutta la Basilicata e soprattutto al Metapontino convergendo sulla sua destinazione turistica.

Importante è rilevare come il turismo sportivo ed il turismo culturale sono sempre stati in forte crescita e non hanno mai subito flessioni in seguito alla crisi. In particolare va rilevato come il turismo culturale valga il 40% del fatturato complessivo della voce turistica italiana, ma quello che è fortemente interessante è che mentre le città d’arte messe insieme fatturano qualcosa come € 7.140.000 i piccoli centri sotto i 3.000 abitanti fatturato qualcosa come      € 7.300.000, dato questo ignorato e che rappresenta un contributo notevole alla voce turistica. Alla luce di questi dati c’è da riflettere sul patrimonio che nel Sud Italia esiste soprattutto in Basilicata, caratterizzata da piccoli centri con una loro architettura, un paesaggio integro, un patrimonio umano prezioso ed ognuno dotato di storia da raccontare.

Sintomatici ed eloquenti a tal proposito sono i seguenti dati: Basilicata 2.300.000 di presenze Calabria 8.000.000 di presenze, Puglia 13.000.000 di presenze, il percorso della ceramica fra Cesena e Modena “Ceramica Lande” registra presenze pari a 3.800.000, quasi il doppio della Basilicata, la metà della Calabria ed un terzo della Puglia.

D’altro canto di fronte alla crisi del welfare state, si rende necessario pensare ad altre forme di partecipazione alla distribuzione della ricchezza quale ad esempio le community state finalizzate a coinvolgere intere comunità in processi produttivi e quale esperienza migliore può offrire il turismo culturale, attraverso il recupero dei nostri centri storici dove ogni persona può partecipare alla costruzione dell’accoglienza mettendo a disposizione la propria storia, la propria esperienza, i propri prodotti, la propria voglia a partecipare ad un Sogno?

Specialmente in un momento di grande difficoltà dei nostri territori caratterizzato da uno spopolamento che rischia di diventare irreversibile, destinandoli in modo definitivo all’abbandono ed all’oblio.

Quanto vale il turismo nella costa Jonica

1.300.000 presenze su un totale di 2.300.000, pari al 60% delle presenze totali, 20.432 posti letto su 39.113 della Basilicata, pari al 52%; 2.200 dipendenti a tempo determinato e 300 a tempo indeterminato; fatturato circa € 90 Mln. Il turismo in Basilicata vale il 6% del PIL, contro il 10% della media nazionale. Se confrontiamo i dati con le altre due aree turistiche della Regione, Maratea e Matera i dati sono eloquenti; Matera 206.000 presenze con 2.747 posti letto, Maratea 210.000 presenze con 3.870 posti letto.

E’ auspicabile attestarsi sulla stessa media nazionale e ritenere che, per quanto possano crescere gli altri poli turistici della regione, la vera opportunità di crescita risieda nel binomio Metapontino–Matera e ciò grazie alla possibilità di realizzare ulteriori posti letto, ad un sapiente programmazione per destagionalizzare ma soprattutto per la crescente visibilità sui mercati nazionali ed esteri.

Il PIL della Basilicata vale 9.900.000.000 di euro, pari a 18.000 euro ad abitante, sul quale il turismo incide poco: 161.000.000 di euro rispetto alla media nazionale che incide circa sul 10%, considerate le potenzialità turistiche dovute ad un territorio ancora integro e vocato, non compromesso da cementificazione urbana o industriale o infrastrutturale, ed all’evento di “Matera Capitale Europea della Cultura”, per cui se le previsioni sono pari a quelle registrate negli eventi di altre città, in passato insignite di tale titolo, si dovrebbero registrare arrivi pari a 6.000.000 in quatto anni, con pernottamenti medi di 7 giorni, avremo presenze pari 42.000.000, ed un volume d’affari pari a € 4.200.000.000 che sommati alle politiche di destagionalizzazione che gli operatori turistici stanno già mettendo in campo, porterebbe ad un notevole incremento del PIL con conseguenti ricadute sia in termini occupazionali sia in relazione ad altri settori produttivi come agroindustria, servizi ecc.

E’ necessario evidenziare, tuttavia, che attualmente nell’area in questione si sono sviluppati prodotti turistici ma non un sistema turistico; infatti il costo medio che un turista mette a budget per la sua vacanza è di € 105/giorno dove solo il 40% viene destinato a spese di viaggio, di intrattenimento, di divertimento, di shopping, di visite museali e luoghi d’arte della cultura ecc., tale spesa sale nel nord-ovest a € 160/giorno, nel sud Italia scende drasticamente e in Basilicata si attesta su € 62/giorno. Il che equivale a dire che per un’incapacità di interazione tra i vari sistemi noi perdiamo una potenzialità di spesa pari a € 43/presenza e tenuto conto che il Metapontino ospita 1.300.000 presenze la perdita di opportunità per la nostra economia si attesa € 55.900.000 e, complessivamente per tutta la nostra Regione una perdita di opportunità pari ad € 98.900.000 (dati rilevabili nel Centro Studi Intesa Sanpaolo).

Di fronte a queste potenzialità che il mercato ci offre si registra invece, un dato sconcertante rappresentato dal tasso di occupazione annua delle strutture alberghiere di Matera che si attesta intorno al 36% (dato reperibile nell’APT Basilicata) contro altre Città del Sud che non godono di questo evento eccezionale come Taranto.

Per tali opportunità che si verranno a creare nasce la necessità di un grande impegno e di una forte sinergia tra tutti i soggetti, pubblici e privati responsabili e protagonisti dello sviluppo, al fine di ottimizzare i risultati.