ABITARE LA BASILICATA. Una nuova “219 Green”

ABITARE LA BASILICATA. Una nuova “219 Green” (Vittoria Purtusiello)

Se dovessimo basarci sugli andamenti demografici e della popolazione ad oggi, purtroppo, dovremmo certificare la desertificazione del Sud, prendendo atto di un continuo spopolamento, in particolare la Basilicata è fanalino di coda sul saldo naturale di popolazione con -5‰.

Tutto il Sud soffre di ritardi strutturali che come tali vanno aggrediti, incidendo sulle cause che pur nei risicati numeri di una ripresina continuano a far crescere il divario tra le due aree del Paese.

Le conseguenze maggiori di questi ritardi, sia in termini occupazionali che di PIL, si sono registrate nel settore delle costruzioni, e ciò è evidente anche nei recenti dati ISTAT dove, ad un riscontro positivo sull’occupazione nel manifatturiero e nei servizi, ancora minima è la performance delle costruzioni.

In Basilicata il settore vive una lunga e profonda crisi, dalla quale non riesce a risalire neppure in questi due anni di lieve ripresa economica. Il comparto soffre il calo della domanda e soprattutto la netta battuta d’arresto degli investimenti nel settore, privati ma soprattutto pubblici.

Gli occupati nelle costruzioni restano sostanzialmente sui livelli dell’anno precedente, gli occupati regionali si attestano intorno ai 14 mila dai circa 21 mila del 2010, numeri dunque, ancora molto lontani dagli anni pre crisi.

Nel corso degli ultimi dieci anni il Mezzogiorno, e la Basilicata, hanno registrato un continuo allontanamento dai parametri individuati in sede di DPEF che prevedevano il 40% degli investimenti in conto capitale nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree più bisognose. Ci si è sempre più discostati da questa soglia, finanche dalla soglia del 34% che sarebbe la percentuale relativa al peso naturale della popolazione del Mezzogiorno sul totale nazionale.

Noi pensiamo che queste cifre debbano spingere ad un ripensamento dei documenti di programmazione, debbano suggerire una maggiore destinazione di risorse e investimenti, una visione ed un’idea di luoghi e fette di territorio, riqualificare il contesto urbano e paesaggistico della Basilicata, andando oltre l’economia dell’emergenza abitativa del post terremoto.

La legge 219 rappresentò la principale spinta alla ricostruzione di un territorio devastato dal sisma dell’‘80, un evento occasionale e di portata enorme in termini di vite umane e danni al patrimonio. Il settore dell’edilizia ha risentito degli effetti di quell’intervento fino a pochi anni fa anche in termini occupazionali, oggi, per uscire dalla crisi, è necessaria una nuova 219, una “219green”, che produca gli stessi effetti positivi in grado stimolare il settore delle costruzioni attraverso un approccio innovativo che intervenga sulla prevenzione sismica e sull’efficientamento energetico.

Abbiamo bisogno di politiche pubbliche che riescano a stimolare gli investimenti privati, il green building può davvero rappresentare un’opportunità per ricollocare, in particolar modo, i tanti disoccupati maturi che a causa del blocco degli investimenti sono rimasti fuori dal mercato del lavoro, ma che hanno sufficiente esperienza e ancora alcuni anni prima del pensionamento.

Da anni si sperimentano alcune misure, come l’“eco bonus”, in grado di stimolare il mercato privato attraverso micro interventi di riqualificazione energetica, e con la legge di bilancio 2017 è stato introdotto un ulteriore incentivo, il cosiddetto “sisma bonus” che prevede la possibilità di fruire di un’importante detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico delle case, degli immobili delle attività produttive e dei condomini.

Perché non pensare anche ad altri incentivi, quali la riduzione dei tributi dovuti in relazione alla casa e alla produzione dei rifiuti per le nuove abitazioni costruite e per quelle adeguatamente ristrutturate in base a criteri di risparmio ed efficienza energetica? Bisognerebbe, inoltre, immaginare altri strumenti per le fasce più deboli, penalizzate dai meccanismi della detrazione fiscale, a tal proposito sarebbe auspicabile il coinvolgimento di istituti di crediti o fondazioni bancarie utili a garantire la copertura degli interventi.

Abitare in Basilicata non può essere un limite, deve poter significare vivere la Basilicata, in un’idea complessiva e suggestiva di abitabilità, di sicurezza, di innovazione, di qualità della quotidianità, di salubrità dell’ambiente ed efficienza energetica.

E allora rendere abitabile la Basilicata significa innanzitutto intervenire sulla viabilità, rompere l’isolamento in cui sono ricacciati molti piccoli centri della nostra regione, migliorare la percorribilità delle strade a partire dall’ammodernamento e dalla messa in sicurezza della viabilità provinciale, completare e adeguare i tratti di stradi incompiuti e realizzare i nuovi tratti attraverso la predisposizione di un piano straordinario per la viabilità recuperando le risorse necessarie secondo quanto indicato nella mozione approvata a febbraio 2017 “Basilicata 2019, le vie del futuro”.

Rendere raggiungibili le nostre comunità e contestualmente riappropriarsi degli antichi spazi abitativi con piccoli interventi infrastrutturali sul recupero dei centri storici, attraverso la riqualificazione di spazi pubblici e di decoro urbano, impegnando inoltre parte delle risorse derivanti dal “Fondo 3% delle royalties” da destinare a misure rivolte all’abbattimento delle barriere architettoniche ed al “turismo accessibile” come da risoluzione approvata dal Consiglio Regionale nell’ottobre 2015.

E ancora, è necessario procedere sull’adeguamento e la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici, per gli edifici scolastici, dopo molta attesa è stato recentemente approvato un bando da 12 Milioni di Euro, altre risorse, circa 16 Milioni sono disponibili sul PON2017, a cui si aggiungono ulteriori risorse per i comuni delle aree interne. Si prosegua per le scuole, sulla strada individuata dalla Provincia di Potenza con il progetto “scuole ecologiche in scuole sicure”. Quello dell’efficientamento energetico e contestualmente dell’adeguamento e del miglioramento sismico degli edifici è un percorso virtuoso, che consente la riduzione dei consumi e delle emissioni e che allo stesso tempo, in un contesto come quello scolastico, consente di sviluppare un approccio culturale nuovo legato ai temi della sostenibilità ambientale.

Un altro grande tema è quello della mitigazione del rischio idrogeologico. La sicurezza del territorio è ancora più importante in una regione come la Basilicata, caratterizzata da ampi spazi e una densità demografica molto bassa. L’approvazione dello schema di contratto con la BEI per l’apertura di un credito massimo di 120 Milioni e le risorse ulteriori previste dal Patto per la Basilicata costituiscono una buona base finanziaria per la realizzazione degli interventi individuati. Sarà necessario il costante coinvolgimento di UPI, ANCI ed Ordini Professionali per garantire regole ed opportunità chiare e trasparenti.

Infine, il tema dell’efficienza energetica, per migliorare la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri piccoli centri ma anche per creare o mantenere lavoro. È necessario sostenere la bioedilizia, la costruzione di edifici a basso impatto ambientale o “ad energia zero” che consentano l’azzeramento dei consumi energetici ma soprattutto provare a limitare il consumo del suolo riqualificando il parco edilizio esistente, valorizzando, come suggerisce la S3 (Smart Specialization Strategy), la filiera legno-energia e favorendo la più ampia diffusione delle migliori tecniche di costruzione, di isolamento e recupero termico negli edifici già operativi.

Lo strumento del Patto dei Sindaci con la redazione dei PAES per tutti i Comuni lucani può rappresentare uno strumento di partecipazione dal basso alla pianificazione del territorio oltre che diventare, sulle politiche per il risparmio e l’efficienza energetica delle nostre abitazioni, un moltiplicatore di ricadute positive sul marketing territoriale, valorizzando l’idea dell’abitare sostenibile. La risoluzione approvata il 14 aprile 2015 dal Consiglio regionale sull’uso dei fondi della ex card idrocarburi che destina parte delle risorse a interventi di risparmio energetico va proprio in questa direzione.

Azioni utili solo se inseriti in un quadro normativo aggiornato, naturalmente nella cornice dell’accordo di Parigi sul clima, che ci porti velocemente alla redazione di un nuovo Piano Energetico Regionale e all’approvazione del Piano Paesaggistico, vero strumento di tutela e pianificazione del territorio.

Investimenti su viabilità, recupero dei centri storici, abbattimento delle barriere architettoniche, messa in sicurezza e adeguamento degli edifici pubblici, mitigazione del rischio idrogeologico,  efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato e soprattutto regole chiare di governo del territorio, tutto questo determinerebbe l’effetto di una nuova “219 green”, rimetterebbe in moto l’edilizia e offrirebbe opportunità ai tanti lavoratori vittime della crisi del settore e ai nuovi profili green, essenzialmente giovani professionisti.

Un modo per provare se non ad invertire, almeno a bloccare il drammatico trend demografico che proietta ogni giorno la Basilicata verso lo spopolamento, un modo per provare ancora ad abitare la Basilicata.

 

Vittoria Purtusiello
Portavoce Fronte Democratico Basilicata