FRONTE DEMOCRATICO / RISCATTO PER LA BASILICATA
parteciperà al Congresso PD con questi 5 punti:

Il primo: rifondare il Partito Democratico di Basilicata, ricostruire il centrosinistra. 
Il nostro partito è il partito dello Statuto del 4 ottobre 2008, proposto da Piero Lacorazza e approvato all’unanimità dell’assemblea. Di orientamento riformista in grado di promuovere la partecipazione ed il protagonismo della più larga parte dei cittadini lucani. Un partito organizzato attraverso le unioni locali, con l’istituzione di forum tematici e la conferenza programmatica annuale per promuovere un confronto costante tra il partito e gli amministratori. Il Pd della consulta degli amministratori, della conferenza dei circoli, della conferenza regionale delle donne democratiche, e che riconosce l’importanza, la ricchezza e l’originalità del movimento giovanile. Un partito che punta ad ispirare e rafforzare la coscienza unitaria dei cittadini lucani, ad esaltare il ruolo delle autonomie sociali e territoriali, e che si propone come forza di governo per le istituzioni regionali e locali.

Il secondo: una #NuovaDemocraziaRegionale
A 15 anni dalla modifica del Titolo V della Costituzione, con l’approvazione del nuovo #Statuto si riscrivono le regole per costruire una nuova democrazia regionale. È necessaria adesso la sua piena attuazione. Rafforzando in particolare il valore della pianificazione e della programmazione, fondamentali per la crescita e lo sviluppo della Regione. Dando centralità al ruolo delle Autonomie locali con il Fondo Unico delle Autonomie Locali e il riordino delle funzioni provinciali e regionali di area vasta, e favorendo il protagonismo del territorio come elemento strategico di tenuta dell’unità regionale. Costruendo strumenti di partecipazione democratica e una macchina amministrativa più efficiente, trasparente e meno costosa.
Una nuova democrazia regionale non può prescindere da una nuova #leggeelettorale che dia centralità alle scelta al cittadino attraverso l’abolizione del listino, l’introduzione della doppia preferenza di genere e la sospensione temporanea assessore-consigliere per mitigare il presidenzialismo e allargare la rappresentanza del territorio.

Il terzo: un nuovo patto sociale.
Il Pd e il centrosinistra devono essere protagonisti di un nuovo #pattosociale dando centralità al lavoro. È essenziale la ricostruzione delle relazioni con le parti sociali ed è per questo che, a fine agosto, abbiamo voluto incontrare i sindacati per un confronto aperto sulla Basilicata. Dopo molti anni dall’inizio della crisi si registra una leggera ripresa ma le opportunità, come per esempio quelle che provengono dal piano Industria 4.0, possono trasformarsi in una occasione perduta se non si è preparati a coglierle fino in fondo. Abbiamo provato, in questi mesi ad avanzare già delle proposte, sulla sanità, su Industria 4.0, sul turismo, sulla scuola e l’università e in particolare sul contrasto alla povertà, sulla mobilità e la richiesta di attenzione per i lavoratori #over50 che non possono usufruire di sgravi o incentivi per rientrare nel mondo del lavoro. Abbiamo anche proposto una nuova #219green per far ripartire l’edilizia, settore maggiormente colpito in termini di perdita di PIL e di occupazione.

Il quarto#cittadinanzaambientale
Non possiamo chiedere, ancora oggi, ai lucani di scegliere tra lavoro e salute, tra sviluppo e ambiente. La vicenda dell’art. 38 dello Sblocca Italia ha aperto una frattura profonda nella comunità lucana e ad oggi è ancora alto il rischio di non avere sufficiente autorevolezza per difendere il territorio.La nostra priorità non può che essere la ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, tra società e politica, tra elettori e Partito Democratico. Contestualmente occorre immaginare modelli di sviluppo che consentano la crescita dei territori, mettendo al centro la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, coinvolgendo i cittadini le amministrazioni e il mondo della ricerca e delle imprese.

Il quinto: Incontro tra futuro e conoscenza.
L’istruzione e la formazione universitaria devono, ancora oggi, rappresentare il più importante motore di mobilità sociale. Negli ultimi anni il Partito Democratico ha faticato ad incontrare il mondo dei “saperi”, anzi, spesso lo ha allontanato, rompendo con il mondo della scuola con una riforma avversata da migliaia di insegnanti che ha aggiunto altre distorsioni alle già tante criticità esistenti. Anche sull’Università c’è bisogno di tracciare un segno netto di discontinuità rispetto ai Governi precedenti, che hanno contribuito a determinare una sensibile contrazione della dimensione del sistema universitario e hanno creato effetti fortemente asimmetrici da un punto di vista territoriale. Il nostro ateneo, come quasi tutti quelli piccoli e al Sud, rischia moltissimo se non cambiano i criteri e le politiche nazionali per l’università.
La debolezza del sistema universitario al Sud e le sue potenzialità ancora inespresse, ci conducono inevitabilmente ad una riflessione seria ed approfondita su una nuova questione meridionale legata al futuro.